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    <pubDate>Fri, 20 Nov 2009 23:08:08 GMT</pubDate>
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	<title>Natale 2009: regalare una capretta o un orticello</title>
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	<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:00:56 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina</dc:creator>
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    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/dettaglio_prodotto_capretta.jpg" class="post" align="left" border="0" width="237" height="280" alt="" />  In merito alla scelta di regali originali da fare per il prossimo Natale, che ne dite di donare a chi ne ha davvero bisogno,  una capretta o un orticello? La proposta non arriva da Farmiville, ma da <a href="http://www.actionaid.it/">Act!onaid </a>che dal sito <a href="http://www.altriauguri.it/categoria.asp?id=tutti&#038;tit_sez=tutti">altriauguri</a>, propone regali che possono concretamente cambiare la vita alle persone. Dunque nella lista compaiono, tra gli altri,  una capretta gravida, un orto, una pompa per l&#8217;acqua, una zanzariera, un albero del cacao, una toilette, l&#8217;allestimento di una scuola o addirittura una sartoria. I prezzi sono più che accessibili e si va dai 5 euro ai 1500 euro. </p>
<p>Act!onaid porterà i regali nelle varie aree del pianeta e chiede, per giungere puntuale come  Babbo Natale, di contribuire prima del 16 dicembre ( ma anche dopo va benissimo!) li consegnerà a persone che vivono in Mozambico, Guatemala, Etiopia o Vietnam.</p>
 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/fJq6a7Q9cxbdp5U_x-OVn8ZCSaw/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/fJq6a7Q9cxbdp5U_x-OVn8ZCSaw/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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	<title>Finanziaria 2010: tagli ai biocarburanti</title>
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	<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 12:00:53 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Simone Muscas</dc:creator>
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    <category>italia</category><category>carburanti</category><category>partiti</category><category>biocarburanti</category><category>commissione europea</category><category>finaziaria 2010</category><category>governo italiano</category><category>investimenti</category><category>produttori biodiesel</category><category>settore trasporti</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/ecoblog/Stazioneriforimentobiodiesel.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="210" alt="Stazione rifornimento biodiesel" />I produttori di <a href="http://www.ecoblog.it/tag/biocarburanti">biocarburanti</a> sul piede di guerra contro il <a href="http://www.ecoblog.it/tag/governo+italiano">governo italiano</a> e, nel particolare, con la Finanziaria 2010. La presa di posizione è da ricercarsi sul drastico taglio che si intende apportare in tema di sovvenzioni: è previsto infatti un taglio di oltre il 90% sull&#8217;aliquota agevolata per i biocarburanti italiani che, qualora si applichi, passerebbe da 250.000 ad appena 18.000 tonnellate. </p>
<p>Per capirci meglio verrebbe ridotto (e pure parecchio) il contingente di prodotto assoggettato a questo vantaggio fiscale. Questa misura potrebbe causare un vero e proprio blocco degli investimenti (molti dei quali già pianificati dai produttori per il 2010) con conseguenze preoccupanti sull&#8217;occupazione. </p>
<p>L&#8217;allarme è dell&#8217;<a href="http://www.assocostieribiodiesel.com/produttori.asp">Unione Produttori Biodiesel</a>, l&#8217;associazione aderente a Confindustria che riunisce e tutela i produttori italiani di <a href="http://www.ecoblog.it/tag/biodiesel">biodiesel</a>, secondo cui il taglio di oltre il 90% del contingente agevolato, oltre a ledere un diritto introdotto dalla Legge Finanziaria 2007 e confermato dalla Commissione Europea, inciderebbe pesantemente sulla produzione nazionale già esposta in maniera significativa alle importazioni di prodotto da Paesi quali l&#8217;Argentina e il Canada. </p>
 <p>Il Paese, fanno notare dall&#8217;Unione Biodiesel, andrebbe in controtendenza rispetto alle direttive europee che, per contenere <a href="http://www.ecoblog.it/tag/settore+trasporti">le emissioni nel settore trasporti</a>, stabilisce che per i Paesi membri vi sia l&#8217;obbligo di immettere nel mercato nazionale una percentuale di biocarburanti pari al 10% del totale entro il 2020. La presa di posizione dell&#8217;Italia è in netta controtendenza, tant&#8217;è che  la quota è rimasta invariata al 3% anche per il prossimo anno. </p>
<p>Può lo Stato Italiano sottrarsi agli impegni presi a livello internazionale per il raggiungimento degli obiettivi? Soliti misteri italiani, anche se sappiamo benissimo che è prassi consolidata quella di rimandare in là nel tempo gli impegni che abbiano scadenze non imminenti; in questo caso infatti stiamo parlando del 2020. </p>
<p>L&#8217;Unione Produttori Biodiesel chiede quindi l&#8217;immediata reintroduzione delle agevolazioni previste per l&#8217;anno 2010 e l&#8217; introduzione della percentuale di immissione obbligatoria in commercio pari al 4%, quale atto dovuto per il rispetto degli impegni assunti dall&#8217;Italia, sia a livello nazionale sia in sede europea. </p>
<p>Via | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/11/produttori-biodiesel.shtml?uuid=380f5d64-d460-11de-8622-294ebcd1e7d1&#038;DocRulesView=Libero">Ilsole24ore.com  </a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/skidrd/69944802/">Flickr</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/DoRf6qQTSZBBIuCraPehEu5jZdA/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/DoRf6qQTSZBBIuCraPehEu5jZdA/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/DoRf6qQTSZBBIuCraPehEu5jZdA/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/DoRf6qQTSZBBIuCraPehEu5jZdA/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
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	<description>I produttori di biocarburanti sul piede di guerra contro il governo italiano e, nel particolare, con la Finanziaria 2010. La presa di posizione è da ricercarsi sul drastico taglio che si intende[...]</description>
	
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	<item>
	<title>La raccolta differenziata. Glossario per riciclare: lettere P, Q e R</title>
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	<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:00:33 GMT</pubDate>
	<dc:creator>alessandra</dc:creator>
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    <category>italia</category><category>ecoconsigli</category><category>rifiuti</category><category>ecocomunicazione</category><category>cassonetto</category><category>centri di raccolta</category><category>compostaggio</category><category>glossario per riciclare</category><category>isole ecologiche</category><category>pannolini</category><category>prodotti tossici</category><category>produzione pannolini e inquinamento</category><category>raccolta differenziata</category><category>rifiuti</category><category>spazzatura</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/3585435667_723269ed53.jpg" class="post" align="left" border="0" width="210" height="280" alt="" /> <a href="http://www.ecoblog.it/post/9295/la-raccolta-differenziata-glossario-per-riciclare-lettere-m-n-e-o">Questa settimana il nostro viaggio nella raccolta differenziata</a> prosegue analizzando tutti quegli articoli di uso comune che iniziano per P, Q e R. In particolare, è senz’altro doveroso soffermarsi su due categorie di prodotto, estremamente inquinanti e pericolose: i pannolini – anche nella loro declinazione di assorbenti igienici – e i prodotti chimici domestici. </p>
<p>Per quanto riguarda i primi, non è forse scontato ricordare che il loro tempo medio di decomposizione è, di norma, pari a circa 5 secoli. La “produzione annuale media di rifiuto”, invece, per un bambino in fasce è di circa 400 chili. E non è tutto: <a href="http://www.wen.org.uk/nappies/reports/Disposable_nappies_casestudy.pdf">per produrre i 18 miliardi di pannolini annualmente consumati, occorrono circa 3.5 miliardi di galloni di olio, 82.000 tonnellate di plastica</a> e 1.3 milioni di tonnellate di polpa di legno. Un ottimo motivo, questo, per passare all’acquisto di <a href="http://www.ecoblog.it/post/5066/pannolini-dal-comune-di-arco-136-euro-per-chi-sceglie-i-lavabili">pannolini ecologici</a>. Per quanto riguarda i prodotti tossici, clamorosamente inquinanti e corrosivi, invece, noi di ecoblog vogliamo fornire alcuni utili consigli per leggere le etichette: la &#8220;X&#8221; segnala prodotti nocivi (Xn) ed irritanti (Xi); la &#8220;C&#8221; prodotti corrosivi. Il teschio, invece, indica la tossicità di un prodotto (T; T+) e la fiamma l&#8217;infiammabilità dello stesso (F, F+).</p>
 <p>Pane e pasta – utili per il compostaggio -  Cassonetto indifferenziato;<br />
Pannolini e pannoloni – non riciclabili – Cassonetto indifferenziato;<br />
Pellicole di cellophane – riciclabili – Cassonetto multi materiale;<br />
Peluche – non riciclabili – Cassonetto indifferenziato;<br />
Penne e pennarelli – tendenzialmente non riciclabili – Cassonetto indifferenziato;<br />
Pentole e padelle – riciclabili – Isole ecologiche e centri di raccolta;<br />
Piatti di plastica – non riciclabili – Cassonetto indifferenziato;<br />
Piatti in ceramica e porcellana  -  non riciclabili – Cassonetto indifferenziato;<br />
Pile scariche – riciclabili – Contenitori per pile scariche;<br />
Polistirolo (per alimenti e imballaggi) – Cassonetto multi materiale;<br />
Poltrone – riciclabili le componenti – Isole ecologiche e centri di raccolta;<br />
Posate di plastica – non riciclabili – Cassonetto indifferenziato;<br />
Preservativi – non riciclabili – Cassonetto indifferenziato (non nel water!!!);<br />
Prodotti chimici domestici (acqua ragia, detersivi, ammoniaca, smalti per le unghie..) – non riciclabili – Isole ecologiche e centri di raccolta; </p>
<p>Quaderni – riciclabili – Cassonetto della carta; </p>
<p>Ramaglie residui da giardino – utili per il compostaggio – Cassonetto indifferenziato;<br />
Rasoi in plastica – non riciclabili – Cassonetto indifferenziato;<br />
Rete da letto – riciclabile – Isole ecologiche e centri di raccolta;<br />
Riviste – riciclabili – Cassonetto della carta;<br />
Rubinetterie – riciclabili – Isole ecologiche e centri di raccolta; </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/urbanwoodswalker/3585435667/">Flickr</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/q3f5GvfhtueiqEBNFP2MW2GsRzg/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/q3f5GvfhtueiqEBNFP2MW2GsRzg/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/q3f5GvfhtueiqEBNFP2MW2GsRzg/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/q3f5GvfhtueiqEBNFP2MW2GsRzg/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
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	<item>
	<title>Pompei, dall'area archeologica parte la campagna (C)Ave canem: adotta Meleagro</title>
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	<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:00:44 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina</dc:creator>
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    <category>animali</category><category>aree-protette</category><category>italia</category><category>partiti</category><category>adotta meleagro</category><category>area archeologica pompei</category><category>casa del poeta tragico</category><category>cave canem</category><category>commissario scavi archeologici pompei</category><category>progetto cave canem</category><category>randagi pompei</category><category>scavi di pompei</category><category>scavi pompei</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/imgcavecanem.jpg" class="post" align="left" border="0" width="268" height="280" alt="I cani randagi di Pompei sarannoa dottabili" /> Pompei è uno dei monumenti nazionali più visitati al mondo, forse solo secondo alle Piramidi, ma ha un grosso problema: le mute di randagi che vivono tra le antiche mura e le ville. </p>
<p>Dunque le amministrazioni locali se ne fanno carico adottandoli temporaneamente  grazie anche al supporto della Lav, Enpa e Lega Nazionale per la difesa del cane e all&#8217;intervento del Commissario delegato all’Area archeologica di Pompei, Marcello Fiori: i cani saranno sterilizzati e iscritti all&#8217;anagrafe, dotati di microchip, collare e medaglietta di riconoscimento. Avranno un rifugio, cibo e le cucce in zone già individuate all&#8217;interno degli scavi. L&#8217;obiettivo, però, è di darli in adozione. Dunque Meleagro, Odone, Plautus, Vesonius, Polibia, Menade, Licinio, Eumachia e  Caio, resteranno all&#8217;interno delle <em>domus</em> che ben conoscono e che considerano come loro casa.  </p>
<p>La presentazione dell&#8217;iniziativa è avvenuta nei giorni scorsi nella casa del Poeta Tragico, quella che vede all&#8217;ingresso il mosaico del <em>Cave Canem</em> i cani di Pompei in cui si trovano tutte le indicazioni sui cani presenti nel sito archeologico e sulle procedure da seguire per adottarli. </p>
<p>Via | <a href="http://www.lav.it/index.php?id=1430">Lav</a></p>
 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/9rLBZ5fG_s8XbmaWYomjbez_H1U/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/9rLBZ5fG_s8XbmaWYomjbez_H1U/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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	<description>Pompei è uno dei monumenti nazionali più visitati al mondo, forse solo secondo alle Piramidi, ma ha un grosso problema: le mute di randagi che vivono tra le antiche mura e le ville. 
Dunque le[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Scadenza delle tariffe del Conto Energia: quale futuro?</title>
	<link>http://feeds.blogo.it/~r/ecoblog/it/~3/aeK9XuRRrb4/scadenza-delle-tariffe-del-conto-energia-quale-futuro</link>
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	<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:00:14 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Simone Muscas</dc:creator>
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    <category>energia</category><category>italia</category><category>one-world</category><category>rinnovabili</category><category>partiti</category><category>anie-gifi</category><category>aper</category><category>assolare</category><category>conto energia</category><category>fotovoltaico</category><category>gifi</category><category>incentivazione  tariffa incentivante</category><category>ises</category><category>ministero dello sviluppo economico</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/Pannellofotovoltaico_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="210" alt="Pannello fotovoltaico" />Il futuro delle <a href="http://www.ecoblog.it/tag/energie+rinnovabili">rinnovabili</a> in Italia dipenderà tantissimo dall&#8217;evoluzione delle normative in tema di incentivazione. Fra poco più di un anno infatti (precisamente dal primo gennaio 2011) scadranno le attuali tariffe e in vista di questo evento l&#8217;intero comparto industriale attende impazientemente di conoscere i nuovi regolamenti in modo da poter pianificare meglio il proprio futuro. </p>
<p>Intanto dal <a href="http://www.ecoblog.it/tag/ministero+dello+sviluppo+economico">Ministero dello Sviluppo Economico</a> fanno sapere che è già stata messa a punto una bozza di un testo per il nuovo <a href="http://www.ecoblog.it/post/411/conto-energia">Conto Energia</a> relativo al <a href="http://www.ecoblog.it/tag/pannelli+fotovoltaici">fotovoltaico</a>. A tal proposito alcune delle più importanti organizzazioni imprenditoriali del settore rinnovabili (<a href="http://www.ecoblog.it/tag/APER">Aper</a>, <a href="http://www.ecoblog.it/tag/gifi">Anie-Gifi</a>,  <a href="http://www.ecoblog.it/tag/solare+termico">Assosolare</a>, e <a href="http://www.ecoblog.it/tag/ISES">Ises</a>), hanno presentato una proposta comune da mettere all&#8217;attenzione del governo in materia di incentivazioni dopo la scadenza di quelle attualmente in vigore. </p>
<p>Questi i punti che, secondo le associazioni, dovranno essere ritoccati:  durata del futuro meccanismo di incentivazione di 5 anni (2011-2015); obiettivo della potenza elettrica cumulativa di tutti gli impianti che possono ottenere le tariffe incentivanti per il periodo 2011-2015 non inferiori a 8.000 MW; introduzione di nuovi scaglioni di potenza (kW): 1-6, 6-20, 20-200, 200-1000, superiore a 1000; semplificazione delle tipologie installative; eliminazione della categoria della &#8220;parziale integrazione&#8221; e mantenimento di due tipologie soltanto: impianti su edificio, impianti a terra; definizione di nuove tariffe.</p>
 <p>L&#8217;unica cosa che però in questo momento di transizione appare certo è che gli incentivi saranno ritoccati verso il basso in considerazione del fatto che le tecnologie rinnovabili (e nel particolare il fotovoltaico) dall&#8217;entrata in vigore del Conto Energia hanno subito in Italia, seppur in una forma nettamente inferiore rispetto ad altri Stati, un&#8217;inevitabile <a href="http://www.soldiblog.it/post/2452/fotovoltaico-boom-alla-luce-del-sole">diffusione su tutto il territorio</a>. </p>
<p>Rimane un dubbio: quali gli sviluppi a questa situazione? Secondo voi ridurre gli incentivi porterà ad un inevitabile abbassamento dei prezzi delle tecnologie? O, come fanno notare i produttori, si rischierebbe di mettere in crisi un intero comparto industriale? A breve comunque, alla luce dell&#8217;imminente pubblicazione della proposta del governo, potremo trarre le prime considerazioni.</p>
<p>Via | <a href="http://www.rinnovabili.it/conto-energia-anie-gifi-aper-e-assosolare-presentano-una-proposta-402174">Rinnovabili.it</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/marcobellucci/2502444313/">Flickr</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/3poPqBh-jAlRUaIrqZPoCQEHyYY/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/3poPqBh-jAlRUaIrqZPoCQEHyYY/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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	<description>Il futuro delle rinnovabili in Italia dipenderà tantissimo dall&amp;#8217;evoluzione delle normative in tema di incentivazione. Fra poco più di un anno infatti (precisamente dal primo gennaio 2011)[...]</description>
	
	<feedburner:origLink>http://www.ecoblog.it/post/9333/scadenza-delle-tariffe-del-conto-energia-quale-futuro</feedburner:origLink></item>
    
	<item>
	<title>Battaglia Arcade con le bottiglie per riciclare divertendosi</title>
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	<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:00:55 GMT</pubDate>
	<dc:creator>missunderstanding</dc:creator>
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    <category>rifiuti</category><category>foto-e-video</category><category>gadget</category><category>ecocomunicazione</category><category>concorsi</category><category>bottiglie</category><category>bottle bank arcade</category><category>bottle bank arcade raccoglitore</category><category>buone pratiche</category><category>comportamenti sostenibili</category><category>concorso the fun theory</category><category>distributori</category><category>giochi</category><category>gioco</category><category>raccoglitore bottiglie vetro</category><category>raccoglitori bottiglie</category><category>raccolta differenziata</category><category>riciclare divertendosi</category><category>teoria del divertimento</category><category>the fun theory</category><category>videogiochi arcade</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><object width="585" height="385">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zSiHjMU-MUo&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param>
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<p>Chi di noi non ha giocato almeno una volta ai <a href="http://www.downloadblog.it/post/5309/nove-classici-giochi-arcade-insieme">videogiochi Arcade</a>? A partire da questo presupposto, gli ideatori della Teoria del Divertimento, hanno realizzato un raccoglitore di bottiglie vuote che simula un videogioco e assegna tanti punti quanti sono le bottiglie inserite nel raccoglitore-console.</p>
<p>Secondo quelli della The Fun Theory il modo più semplice per cambiare le cattive abitudine e trasformale in buone pratiche è farlo attarverso il divertimento: è bastato richiamare alla memoria un vecchio gioco con la <a href="http://www.thefuntheory.com/bottle-bank-arcade-machine">Battle Bank Arcade</a>, o semplicemente inserire nella <a href="http://www.ecoblog.it/tag/raccolta%20differenziata">raccolta differenziata</a> l&#8217;elemento del gioco, perchè tutta la città corresse a gettare le bottiglie nei distributori. E a basarsi sulle espressioni della gente, riciclare sembra diventata la cosa più divertente del mondo.</p>
<p>Se l&#8217;esempio vi è piaciuto e siete d&#8217;accordo che con il divertimento si possa contribuire ad educare la gente a comportamenti sostenibili, affrettatevi: avete tempo fino al 15 dicembre per presentare delle proposte creative al concorso <a href="http://www.thefuntheory.com/">The Fun Theory</a> e metterci in copia perchè se fa bene all&#8217;ambiente, su Ecoblog siamo pronti a testare la vostra idea!</p>
<p>Via | <a href="http://www.inhabitat.com/2009/11/17/brilliant-bottle-bank-arcade-makes-recycling-fun/">Inhabitat</a></p>
 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/3VPw3gzqPp5SJCoKhDE0bgEE0ak/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/3VPw3gzqPp5SJCoKhDE0bgEE0ak/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/3VPw3gzqPp5SJCoKhDE0bgEE0ak/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/3VPw3gzqPp5SJCoKhDE0bgEE0ak/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
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	<item>
	<title>Alberi di Natale con materiali riciclati: carta</title>
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	<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 07:00:32 GMT</pubDate>
	<dc:creator>missunderstanding</dc:creator>
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    <category>rifiuti</category><category>gadget</category><category>casa</category><category>alberi di natale</category><category>alberi di natale carta</category><category>alberi di natale con la carta</category><category>alberi di natale materiali riciclati</category><category>albero di natale</category><category>alluminio</category><category>carta</category><category>lattine</category><category>materiali riciclati</category><category>natale</category><category>riciclare</category><category>sacchetti</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/ecoblog/alberodinatalecarta.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="326" alt="albero di natale carta" /><br clear="all" /></p>
<p>Eccoci di nuovo alla nostra serie di consigli su come realizzare <a href="http://www.ecoblog.it/post/7145/alberi-di-natale-con-materiali-riciclati">alberi di Natale con materiali riciclati</a>: venerdì scorso vi ho illustrato alcune idee per realizzare dei bellissimi <a href="http://www.ecoblog.it/post/9269/alberi-di-natale-con-materiali-riciclati-lattine">alberi con le lattine di alluminio</a>, oggi vediamo cosa si può inventare con un altro materiale, la carta. Requisite tutti i sacchetti messi da parte per la raccolta della carta, tirate fuori vecchie <a href="http://www.ecoblog.it/post/8090/come-e-dove-riciclare-la-carta-delluovo-di-pasqua">carte dell&#8217;uovo di Pasqua conservate</a> per l&#8217;occasione, riesumate vecchi giornali: è tempo di fare l&#8217;albero di Natale.</p>
<p>Quelli che vedete nella foto sono due esempi di alberi di Natale relaizzati riciclando la carta: l&#8217;idea è di Lilly, il procedimento è facilissimo e trovate tutte le istruzioni su come realizzarlo qui sul <a href="http://leemills.typepad.com/just_like_martha/2008/11/a-recycled-christmas-tree-by-lilly.html">blog JustlikeMartha</a>.</p>
<p>Un&#8217;altra idea per riciclare la carta e trasformarla in albero di Natale è realizzare un interpo albero fatto con palline di carta di giornale accartocciate ed incollate in cerchi le une accanto alle altre, e poi sovrapposte. Per realizzare questo tipo di albero servono soltanto tanta carta e un po&#8217; di colla, oltre all&#8217;entusiasmo dei bambini, pronti a riempire la casa di palle di carta; in alternativa lo scheletro dell&#8217;albero può esssere fatto con una torre di scatoloni, poi ricoperto di palle e palline di carta, o di fogli tagliati con le frange. </p>
<p>Per un albero di Natale piccolo piccolo, diciamo da comodino, trovate qui lo <a href="http://www.enchantedlearning.com/crafts/christmas/papertree/">schema per tagliare e trasformare in albero</a> qualsiasi tipo di carta, ma meglio che sia verde. Se avete atre idee per realizzare alberi di Natale con materiali riciclati, condividetele con noi su Ecoblog!</p>
 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/T2wtTBj43Y3HhwWlbvXp5Yufhc4/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/T2wtTBj43Y3HhwWlbvXp5Yufhc4/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/T2wtTBj43Y3HhwWlbvXp5Yufhc4/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/T2wtTBj43Y3HhwWlbvXp5Yufhc4/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
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	<item>
	<title>Terra! danza contro i cambiamenti climatici</title>
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	<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 06:00:03 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Marina</dc:creator>
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    <category>clima</category><category>associazioni</category><category>eventi</category><category>internazionale</category><category>blog</category><category>foto-e-video</category><category>cambiamenti climatici</category><category>danza contro i cambiamenti climatici</category><category>riscaldamento globale</category><category>summit copenaghen</category><category>terra</category><category>vertice di copenaghen</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><object width="586" height="344">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/o4Pojv_Hr3w&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it_IT&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/o4Pojv_Hr3w&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it_IT&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="586" height="344"></embed></object></p>
<p>Combattere, anzi cambiare i <a href="http://www.ecoblog.it/tag/cambiamenti+climatici">cambiamenti climatici</a> a passo di danza. E&#8217; questa la filosofia di <a href="http://www.terraonlus.it/">Terra! Onlus </a>impegnata da tempo alla lotta alle emissioni di C02 di origine antropogenica. Il video in alto, è un viral, che in queste ore corre sul web per sensibilizzare gli amanti della danza su quanto si possano ridurre le emissioni e di come sia importante effettuare una pressione sui partecipanti al <a href="http://www.ecoblog.it/tag/summit+copenaghen">vertice di Copenaghen. </a></p>
<p>Il video è stato girato nello scorso agosto da oltre 10mila persone sulla Ostend Beach in Belgio che hanno danzato contro i cambiamenti climatici. Il movimento dei danzatori, <a href="http://www.dancefortheclimate.org/">dance for the climate</a> è globale e dunque chi vuole può postare il proprio <a href="http://www.dancefortheclimate.org/see">contributo qui.</a></p>
 
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/yXXtRUuFTPV3LSw2eccDZAw3WFw/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/yXXtRUuFTPV3LSw2eccDZAw3WFw/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/yXXtRUuFTPV3LSw2eccDZAw3WFw/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/yXXtRUuFTPV3LSw2eccDZAw3WFw/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.blogo.it/~ff/ecoblog/it?a=XCp00ny_KEY:SzdIVD1bSuA:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/ecoblog/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.blogo.it/~ff/ecoblog/it?a=XCp00ny_KEY:SzdIVD1bSuA:9czpuul9Ayc"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/ecoblog/it?d=9czpuul9Ayc" border="0"></img></a>
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	<description>Combattere, anzi cambiare i cambiamenti climatici a passo di danza. E&amp;#8217; questa la filosofia di Terra! Onlus impegnata da tempo alla lotta alle emissioni di C02 di origine antropogenica. Il[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Ferro e cambiamenti climatici: primi risultati</title>
	<link>http://feeds.blogo.it/~r/ecoblog/it/~3/PQ-BfYdqlWk/ferro-e-cambiamenti-climatici-primi-risultati</link>
	<guid isPermaLink="false">http://www.ecoblog.it/post/9340/ferro-e-cambiamenti-climatici-primi-risultati</guid>
	<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 14:00:45 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Simone Muscas</dc:creator>
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    <category>clima</category><category>scienza</category><category>internazionale</category><category>cambiamenti climatici</category><category>emissioni di gas</category><category>ferro cambiamenti climatici</category><category>fitoplancton</category><category>riscaldamento globale</category><category>studi di ricerca</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/Emissionidigasaeffettoserra.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="210" alt="Emissione di gas a effetto serra" />Ricordate <a href="http://www.ecoblog.it/post/7661/il-ferro-come-nuova-soluzione-ai-cambiamenti-climatici">l’esperimento</a>, di cui Ecoblog riportò notizia, che aveva l&#8217;obiettivo di studiare le interazioni tra <a href="http://www.ecoblog.it/post/7705/il-ferro-e-i-cambiamenti-climatici-parte-seconda">il ferro e i cambiamenti climatici</a>? Per chi lo avesse dimenticato (o mai letto) si tratta di uno studio portato avanti da un centro di ricerca tedesco. L&#8217;intento è quello di “concimare” di ferro i fondali circumpolari per stimolare la fioritura di plancton e microalghe. </p>
<p>In sostanza se questa biomassa aumenterà in modo significativo si potrà aprire un nuovo canale nella lotta alle <a href="http://www.ecoblog.it/tag/emissioni">emissioni di gas serra</a>. Il motivo, almeno nelle intenzioni dei ricercatori, sarebbe da ricercarsi sul fatto che la biomassa generata potrebbe trasformarsi in un vero e proprio “contenitore” della <a href="http://www.ecoblog.it/tag/anidride+carbonica">CO2 atmosferica</a>. </p>
<p>Progetto destinato a creare ulteriori aggravamenti di tipo ambientale o davvero nuova finestra da cui guardare per uscire dal problema del <a href="http://www.ecoblog.it/tag/riscaldamento+globale">riscaldamento globale</a>? Mentre l’opinione pubblica sembra più propendere per la prima ipotesi, è interessante sapere che sono stati presentati i risultati della spedizione preventiva. Si tratta al momento solo di anticipazioni, le quali però, indicano i responsabili del progetto di ricerca, sarebbero addirittura incoraggianti. </p>
 <p>Il <a href="http://www.ecoblog.it/tag/fitoplancton">fitoplancton</a>, fanno sapere, ha risposto istantaneamente all&#8217;arricchimento con ferro, raddoppiando addirittura la sua concentrazione. Si sarebbe dimostrato che la fertilizzazione produce un aumento notevole di organismi come diatomee, dinoflagellati e microalghe unicellulari, per esempio le phaeocysis, ma anche di organismi più grandi, zooplancton come copepodi, anfipodi e pteropodi. </p>
<p>Infine  sarebbe aumentata anche la fotosintesi in quanto la concentrazione di clorofilla prodotta dalla biomassa sarebbe addirittura aumentata di 2-3 volte a seconda delle condizioni, fatto che suggerisce un&#8217;influenza significativa sul ciclo del carbonio e della CO2. L’aumento di fitoplancton, sottolineano i ricercatori,  significa un aumento di cibo per gli animali più grandi, come i crostacei, e quindi effetti su tutta la catena alimentare. </p>
<p>Quest’ultimo aspetto avrebbe però sollevato le critiche degli ambientalisti, i quali si sono detti preoccupati per la possibile l’imprevista fioritura di alghe tossiche nelle zone studiata. Si tratta al momento di dati molto frammentari, tuttavia a breve si potrà conoscere meglio il quadro della situazione dato che ai primi di dicembre si terrà in India un workshop che illustrerà meglio i risultati conseguiti. </p>
<p>Un’ulteriore occasione, in conclusione, per stabilire realmente se si tratta di uno studio perseguibile o di vera e propria cantonata.</p>
<p>Via | <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&#038;ID_articolo=1198&#038;ID_sezione=76&#038;sezione=Ambiente">Lastampa.it</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/strocchi/1563500605/">Flickr</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/LEL-AjjXhVdcqfUCmbVLoaaD_1s/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/LEL-AjjXhVdcqfUCmbVLoaaD_1s/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/LEL-AjjXhVdcqfUCmbVLoaaD_1s/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~at/LEL-AjjXhVdcqfUCmbVLoaaD_1s/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.blogo.it/~ff/ecoblog/it?a=PQ-BfYdqlWk:7chkXsHjutQ:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/ecoblog/it?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.blogo.it/~ff/ecoblog/it?a=PQ-BfYdqlWk:7chkXsHjutQ:9czpuul9Ayc"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/ecoblog/it?d=9czpuul9Ayc" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ecoblog/it/~4/PQ-BfYdqlWk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
	<description>Ricordate l’esperimento, di cui Ecoblog riportò notizia, che aveva l&amp;#8217;obiettivo di studiare le interazioni tra il ferro e i cambiamenti climatici? Per chi lo avesse dimenticato (o mai letto)[...]</description>
	
	<feedburner:origLink>http://www.ecoblog.it/post/9340/ferro-e-cambiamenti-climatici-primi-risultati</feedburner:origLink></item>
    
	<item>
	<title>Green Spot Festival a Udine dal 20 al 22 novembre</title>
	<link>http://feeds.blogo.it/~r/ecoblog/it/~3/bWD0mtKfOXQ/green-spot-festival-a-udine-dal-20-al-22-novembre</link>
	<guid isPermaLink="false">http://www.ecoblog.it/post/9339/green-spot-festival-a-udine-dal-20-al-22-novembre</guid>
	<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 13:00:05 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Gaia</dc:creator>
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    <category>associazioni</category><category>eventi</category><category>italia</category><category>23</category><category>ecocomunicazione</category><category>ambiente</category><category>concorsi tra i giovani</category><category>difesa dell'ambiente</category><category>eco comunicazione</category><category>ecologia in italia</category><category>enti pubblici</category><category>eventi ecologici</category><category>eventi friuli</category><category>festival ambientali</category><category>festival ecologici</category><category>green spot festival</category><category>nucleare</category><category>promozione ambientale</category><category>promozione ecologica</category><category>pubblicità</category><category>pubblicità ecologica</category><category>pubblicità per l'ambiente</category><category>pubblicità sociale</category><category>raccolta differenziata</category>
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<p>Nel capoluogo friulano avrà inizio domani una tre giorni dedicata alla pubblicità sociale e l’ambiente, ad incontri ed appuntamenti “in verde”, a video-concorsi orientati alle tematiche sociali. Proposto e organizzato da <a href="http://www.estro-verso.com/">Estroverso</a>, associazione attiva da anni nella promozione della creatività, che stavolta si colora di verde. Il Festival, dal 20 al 22 novembre, sarà quindi promotore di una creatività atta a mettere in luce le problematiche ambientali, con lo scopo di riunire e far confrontare al suo interno enti pubblici e privati, aziende e associazioni che saranno a pieno coinvolte nell&#8217;evento.</p>
<p>Importante sarà l&#8217;intervento dei giovani, provenienti da scuole superiori e di grafica della regione, che saranno coinvolti in corsi di formazione con laboratori e workshop con lo scopo di far emergere la loro creatività orientata all&#8217;ambiente tramite l&#8217;immediatezza della pubblicità sociale. Il programma della manifestazione vedrà un evento speciale svolgersi al suo interno: una mostra sulle principali opere artistiche create dai &#8220;più&#8221; del settore grafico-pubblicitario, <a href="http://www.greenspotfestival.com/eventi">ACT EXPO, Mostra Internazionale sulla Pubblicità Sociale</a>, che approda per la prima volta in Italia dopo aver fatto tappa nelle più grandi metropoli mondiali. Insieme a questo verranno trattati importanti temi come quello del <a href="http://www.ecoblog.it/tag/nucleare">nucleare</a> e della <a href="http://www.ecoblog.it/tag/raccolta+differenziata">raccolta differenziata</a>.</p>
<p>Via | <a href="http://www.greenspotfestival.com/">GreenSpotFestival</a></p>
 
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	<title>Spagna: carbone incentivato per salvare posti di lavoro. Insorge Greenpeace</title>
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	<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 12:00:59 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Simone Muscas</dc:creator>
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    <category>inquinamento</category><category>internazionale</category><category>lavoro</category><category>rinnovabili</category><category>partiti</category><category>cambiamenti climatici</category><category>centrali a carbone</category><category>energia elettrica</category><category>energie rinnovabili</category><category>miniere asturias</category><category>miniere carbone spagna</category><category>posti di lavoro</category><category>posti di lavoro miniera spagna</category><category>riscaldamento globale</category><category>sovvenzione al carbone spagna</category><category>spagna</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/ecoblog/Carbone_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="186" alt="Carbone" />La situazione, contrariamente a quanto semplicisticamente riportato nel titolo, è in realtà di difficile risoluzione e fa capire una volta tanto quanto le decisioni in materia di <a href="http://www.ecoblog.it/tag/energia+sostenibile">energia</a> e sviluppo siano spesso particolarmente difficili da prendere. La polemica scoppiata questi giorni in <a href="http://www.ecoblog.it/tag/Spagna">Spagna</a> (anche se, ad onor del vero, va avanti da parecchi anni) è una di quelle storie in cui il rispetto per l&#8217;ambiente e lo sviluppo economico sembrano proprio non voler andare d&#8217;accordo. </p>
<p>Il pomo della discordia è rappresentato dalle miniere di <a href="http://www.ecoblog.it/tag/carbone">carbone</a> della Regione de Las Asturias e da tutto l&#8217;indotto economico che gravita attorno all&#8217;attività estrattiva dell&#8217;area. Ma andiamo per gradi. Qualche decennio fa il governo spagnolo optò per una soluzione (che ai più parve scellerata) ovvero quella di sovvenzionare l&#8217;attività di miniera della regione nonostante i ricavi fossero in passivo. </p>
<p>Per intenderci sarebbe stato più conveniente rivolgersi al mercato estero per l&#8217;acquisto del carbone anziché utilizzare quello &#8220;di casa&#8221;. La decisione, venne spiegato, fu presa soprattutto in nome di una minore dipendenza da altri Stati; in realtà però la vera giustificazione era quella di salvaguardare numerosi posti di lavoro (e privilegiare qualche lobby?). </p>
 <p>In riferimento a quanto spiegato sino ad ora è interessante sapere che Greenpeace, lanciando una vera e propria campagna di protesta contro quest&#8217;incentivazione, ha fatto sentire la propria voce. </p>
<p>Il carbone, fanno sapere i responsabili dell&#8217;associazione, è la principale causa dei <a href="http://www.ecoblog.it/tag/cambiamenti+climatici">cambiamenti climatici</a> e il governo spagnolo non può continuare a pretendere di essere un leader nella lotta al <a href="http://www.ecoblog.it/post/7498/il-punto-sul-riscaldamento-globale-nel-2008">riscaldamento globale</a> e allo stesso tempo incentivare un combustibile fossile così dannoso per l&#8217;ambiente.  </p>
<p>Secondo le stime di Greenpeace con questa politica si emetteranno in atmosfera 25 milioni di tonnellate di <a href="http://www.ecoblog.it/tag/CO2">CO2</a> annue e , particolare non di poco conto, si darà ai kWh di <a href="http://www.ecoblog.it/tag/risparmio+energia+elettrica">energia elettrica</a> prodotti dalle centrali a carbone un canale preferenziale per l&#8217;immissione nella rete elettrica nazionale. </p>
<p>Forti critiche infine per quel che riguarda i posti di lavoro. Secondo Greenpeace sarebbe più logico porre attenzione sugli 89.000 di lavoratori impiegati in Spagna nel settore delle energie rinnovabili che non proteggere gli 8.000 delle miniere di carbone. Situazione abbastanza intricata verrebbe da dire. Mi rimangono solo due appunti da fare. Gli spagnoli in quanto a rinnovabili stanno sicuramente <a href="http://www.ecoblog.it/post/9314/picco-storico-in-spagna-raggiunto-il-53-della-produzione-elettrica-da-eolico">spingendo sull&#8217;acceleratore</a>: che dovremmo dire noi in Italia? </p>
<p>L&#8217;ultima considerazione invece riguarda il fatto che forse mai come in questi casi la verità stia nel mezzo; se infatti è vero che il carbone è dannosissimo per l&#8217;ambiente è altrettanto vero che con gli attuali limiti tecnologici ipotizzare un <a href="http://www.ecoblog.it/tag/mix+energetico">mix energetico</a> nella rete elettrica costituito solamente da fonti rinnovabili sia davvero improponibile. E voi cosa ne pensate?</p>
<p>Via | <a href="http://www.ambientum.com/boletino/noticias/Greenpeace-pide-retirar-la-prima-del-carbon-nacional.asp">Ambientum.com</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/cote/66570391/">Flickr</a></p>

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	<item>
	<title>A.A.A. vendesi acqua potabile - Con il Decreto Ronchi il Governo dà il via alla privatizzazione dell'oro bianco</title>
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	<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 11:00:39 GMT</pubDate>
	<dc:creator>alessandra</dc:creator>
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    <category>italia</category><category>partiti</category><category>ecocomunicazione</category><category>acqua</category><category>adusbef</category><category>associazionedifesa utenti srevizi bancari e finanziari</category><category>decreto ronchi</category><category>direttiva europea</category><category>elio vito</category><category>federconsumatori</category><category>gestione dell'acqua</category><category>italia dei valori</category><category>ministro per i rapporti con il parlamento</category><category>pd</category><category>privatizzazione dell'acqua</category><category>roberto fazioli</category><category>stati generali dell'acqua</category><category>wwf</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/3412157342_26408910b8.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="187" alt="" /> Ieri, con 320 voti a favore e 270 contrari, il Governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sul decreto Ronchi, già approvato al Senato, e che riferisce – all’articolo 15 - sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali tra i quali la vitale, indispensabile, <a href="http://www.ecoblog.it/post/6853/acqua-da-agosto-e-stata-privatizzata-per-decreto/">acqua.</a> Prima, l&#8217;Aula aveva bocciato pregiudiziali di costituzionalità dell&#8217;opposizione al decreto. </p>
<blockquote><p>Ma la cosa più inquietante è che la norma &#8220;incriminata&#8221; è stata inserita all&#8217;interno di un decreto legge sugli oblighi comunitari, solo che - di fatto - le intenzioni dell&#8217;UE sono state, volutamente, travisate: laddove l&#8217;Europa si muoveva verso una pacifica libertà di scelta di gestione da parte delle comunità locali, il nostro esecutivo ha voluto leggervi un invito a privatizzare il servizio idrico. </p></blockquote>
<p> E&#8217; quanto affermato da Roberto Fazioli, docente di economia all&#8217;università di Ferrara, a <a href="http://www.viaemilianet.it/notizia.php?id=3410">Viaemilianet</a>.</p>
<p>Immediate, si sono levate le proteste, peraltro già caldamente annunciate nei giorni scorsi. In particolare, svettano dal fronte degli oppositori al decreto  il <a href="http://www.wwf.it/client/render.aspx">WWF</a>, <a href="http://www.federconsumatori.it/ShowDoc.asp?nid=20091117131902&#038;t=news">Federconsumatori</a> e <a href="http://www.adusbef.it/">Adusbef</a> - l&#8217;AssociazioneDifesa Utenti Srevizi Bancari e Finanziari - i quali sottolineano la necessità di un subitaneo confronto nazionale sul tema attraverso gli Stati Generali dell’acqua, in modo tale da convogliare tutti gli attori interessati alla questione  per la ricerca di soluzioni condivise per il governo, la tutela e la gestione idrica. Se il problema non dovesse venire altrimenti risolto dal Parlamento, già tuona da più parti lo spettro della raccolta firme per il  necessario referendum abrogativo. </p>
 <p>La privatizzazione progressiva dell’acqua risulta essere, anche per esponenti del PD e dell’Italia dei Valori, un atto irresponsabile che espropria non solo i poteri  delle comunità e delle cittadinanze locali in merito a una questione che più vitale non si può, ma palesa anche il dramma di future, probabili, infiltrazioni mafiose nella gestione del servizio idrico. </p>
<p>Certamente, in tempi di cambiamenti climatici, di avanzamento delle aree desertiche, ecc ., trovo davvero sconcertante che l&#8217;acqua venga trattata alla stregua di un qualsivoglia bene economico. Attualmente, in paesi come l&#8217;India, il prezzo dell&#8217;acqua, laddove è stata attuata la privatizzazione, è aumentato di oltre il 40% per le famiglie e il rendimento per la vendita delle bottiglie del prezioso liquido, soltanto in questo Stato, fattura miliardi di euro ogni anno. E&#8217; esattamente la <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/liberalizzazione_acqua__camera_si_fiducia/camera_deputati-decreto_ronchi-privatizzazione_acqua/18-11-2009/articolo-id=400080-page=0-comments=1">prospettiva suggerita dal Codacons anche per il nostro paese</a>. S&#8217;impone una riflessione. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/cremastere/3412157342/">Flickr</a></p>

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	<description>Ieri, con 320 voti a favore e 270 contrari, il Governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sul decreto Ronchi, già approvato al Senato, e che riferisce – all’articolo 15 - sulla liberalizzazione dei[...]</description>
	
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